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mercoledì 10 marzo 2010

Polveroni e Polverini

Torneremo un bel giorno in quel di piazzale Loreto,
a festeggiar l'odioso dittatore nuovamente appeso.

Ma fino ad allora, senza corde nè saponi,
continueranno senza sosta a romperci i coglioni!

E quando ormai canuto
ai nipoti spiegherò l'accaduto,
dirò lor senza arroganza: "colpa mia non fù, ma dell'ignoranza!"

sabato 11 aprile 2009

Il castello di carte

Ore 7.10 il cellulare sul comodino inizia a fischiettare twisted nerve, quella dell'infermiera di Kill Bill 1. Il dito automaticamente schiaccia il tasto posponi. Altri 5 minuti. Sono cintura nera dei 5 minuti.
Ore 7.20, altro fischietto, altri 5 minuti.
Ore 7.25, l'odiosa musica riprende a martellare i miei sensi di colpa: è ora di alzarsi.
Bagno.
Apro l'acqua della doccia per ottimizzare i tempi mentre espleto le funzioni fisiologiche.
Accendo la radio.
Entro nel box doccia.
Silenzio, solo il rumore dell'acqua che picchietta sui vetri.
Una nuovola di fumo avvolge tutto l'ambiente, apro la finestra e mi godo per un attimo la fresca aria del mattino mentre i vapori iniziano a defluire via.
Denti, capelli, gel, deodorante.
Due spruzzate di Acqua di Giò.
Scelgo la camicia, i pantaloni.
Giacca o maglia? Sportivo o elegante?
Un bacio alla mia compagna di vita, uno alla piccola peste.
Ore 7.58 mi dirigo verso la macchina assaporando la prima sigaretta della giornata.
Ore 8.02 sono in macchina. Radio 105 per il PBM fino alle 8.30, poi Radio Capital fino alle 9.00 per la rassegna stampa.
9.10 Bar dell'Ambrogina per il caffè e il cornetto con marmellata appena sfornato.
9.20 Giro verso la darsena, arrivo alla solita via, parcheggio.
Ore 9.25 seconda sigaretta nel traggitto posteggio - ufficio.
Ore 9.30 ufficio.

Tutte le mattine, dal lunedì al venerdì, poco importa se sia inverno o primavera, estate o autunno: un susseguirsi sempre uguale di avvenimenti già prestabiliti scandisce il passare dei mesi e senza rendertene conto, ti accorgi che la neve ha ormai lasciato il posto alle margherite, ed il mondo continua ad andare avanti alimentando sempre più la spirale di odio ed intolleranza.
Eppure..., eppure quando senti avvenimenti come quelli occorsi nei giorni scorsi capisci quanto sei fortunato ad avere una casa ancora in piedi, una macchina senza cumuli di macerie per coperta, una famiglia. Capisci quanto è stato bello alzarsi e potersi fare una doccia calda, mettersi vestiti puliti, poter fare quei 30 km che ti separano dal tuo ufficio.
E tutti, come d'incanto, diventano buoni e fanno a gara per donare ed aiutare quelle povere persone rimaste senza nulla. Foto, libri, mobili, giocattoli, ricordi: tutto sepolto dalla polvere. Una polvere costruita ad arte da persone senza scrupoli che qualche anno prima avevano considerato un rischio accettabile mescolare sabbia marina al cemento al solo scopo di aumentare i guadagni. Le stesse persone che oggi, in un clima di buonismo generalizzato, invocano alla fatalità degli eventi e promettono una ricostruzione veloce, come quella degli anni precedenti. Ma la natura, come Dio, non gioca a dadi. La natura avverte sempre circa le sue intenzioni. A volte l'anticipo è di anni, a volte addirittura di secoli. A volte solo di qualche mese. Eppure noi, sempre sordi, continuiamo a non ascoltare e come in passato continuiamo a nasconderci dietro i numeri, le statistiche, le ragioni economiche. Nel frattempo i ghiacciai continuano a sciogliersi, il clima a diventare sempre più instabile e la terra a tremare.
E tu che in fondo sei rimasto un idealista, vorresti essere li a scavare con le mani, come i tuoi genitori hanno fatto prima di te in Irpinia, in Friuli, a Firenze. Vorresti davvero aiutare quelle persone perché la differenza tra te e loro è solo una manciata di chilometri.
I giorni passano e angeli dalle ali sporche si mescolano gli sciacalli, tutto rigorosamente in diretta nel nome dell'audience.
I giorni passano e tu continui a mandare i messaggini con il cellulare, a prometterti che il mese prossimo farai un'altra donazione, perché in fondo ci credi davvero che qualcosa alla fine, arriverà davvero.
Paole ipocrite vengono pronunciate da uomini immolati all'unico vero e unico dio conosciuto dall'essere umano: il potere.
E così altre promesse vengono fatte, altri uomini assicurano fiducia, ricostruzione, vita eterna, tutto nel nome di un Dio che con loro ha poco a che fare.
Si celebrano funerali utili ai vivi per trovare una scusa, per convincersi di aver onorato la morte, di averle dato la dignità che merita. Ma nella morte non vi è alcuna dignità. La dignità è un sentimento che appartiene soltanto alla vita. I morti avrebbero preferito continuare a studiare, ad accudire i figli, a lavorare, ad amare, ad odiare.
Ma l'unico modo di onorare davvero la morte è vivere per continuare ciò che ad altri è stato negato, brutalmente interrotto. Vivere pensando che in fondo, qui, sulla terra, siamo soltanto degli inquilini e se tutto può crollare da un momento all'altro, come un castello di carte, alle 3.32 di un giorno qualsiasi, tanto vale vivere bene, cercando di costruire qualcosa di buono, davvero.

[foto: Bryan Berg www.cardstacker.com]

mercoledì 13 febbraio 2008

Invadeteci!

Vi prego, invadeteci.
Non ce la faccio più a sentire le stronzate di un vescovo che critica una scopata al cinema, dopo che ha passato la giornata a catalogare in ordine alfabetico la sua collezione privata di DVD di Rocco Siffredi.
Non ce la faccio più a vivere in un paese così incivile da considerare un aborto terapeutico un infanticidio. Una donna deve essere lasciata di decidere cosa fare. Personalmente non biasimo ne applaudo chi decide di non portare a termine una gravidanza: è solo una scelta personale, dolorosissima, dettata dalla condizione. Un paese per considerarsi civile, DEVE consentire la possibilità di scegliere.
Non ce la faccio più a vivere in uno stato che può permettersi di essere laico solo nella porzione definita e consentita dal vaticano (la v minuscola non è una svista).
E adesso tornano pure il cavaliere e il fascista che dopo essersi bellamente presi a pesci in faccia, si riuniscono come amici di taverna, per continuare a giocare a briscola con le nostre esistenze, pronti a farci ripiombare in una situazione degna delle peggiori dittature africane.
Vi prego cari amici limitrofi, invadeteci.

Fratelli Europei: Invadeteci

SOS Invadeteci!

giovedì 4 ottobre 2007

Free Burma, Birmania Libera!


Free Burma!


Oggi 4 ottobre molti blogger postando sul proprio blog un messaggio contenente la frase FREE BURMA sosterranno la causa per la Birmania Libera. Vi invito pertanto a prendere visione ed aderire alle petizione sul sito http://www.free-burma.org/ facendo altrettanto sui vostri diari.

Vi riporto un breve aggiornamento tratto dall'ottimo post di Mimmo che ringrazio.

La situazione diventa sempre più grave in Birmania.
Amnesty International ha sollecitato il Consiglio Onu dei diritti umani a pretendere dal governo di Myanmar il rilascio di tutte le persone arrestate nel corso delle manifestazioni pacifiche: oltre 1150 prima dell’attuale crisi insieme alle oltre 150 persone arrestate ad agosto, nei primi giorni di protesta, a meno che queste ultime non siano incriminate per un reato di accertata natura penale.
Oltre 4.000 i monaci arrestati e deportati in veri e propri lager privi della loro tunica ed in luoghi con temperature vicine allo zero.
E mentre sui media di regime proseguono incessanti i video propagandistici che accasano presunti "sabotatori dell'ordine pubblico", le forze di sicurezza del Myanmar continuano ad effettuare decine di arresti e numerosi rastrellamenti in numerosi quartieri della capitale birmana, durante le ore del coprifuoco (ovvero da mezzogiorno!): più di 6000 persone sono state arrestate ieri nella sola Rangoon.

Purtroppo il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon, ha detto che il viaggio dell'inviato delle Nazioni Unite a Myanmar "non si puo' definire un successo". Ban Ki-Moon ha sottolineato comunque come l'inviato abbia consegnato "il messaggio piu' fermo possibile" alla giunta militare birmana, riguardo alla violenta repressione delle manifestazioni antigovernative della scorsa settimana.
Intanto i 27 Stati membri dell'Ue hanno raggiunto a Bruxelles un accordo politico sull'inasprimento delle sanzioni in vigore alla Birmania. I dettagli dell'accordo saranno messi a punto nei prossimi giorni e passeranno al vaglio della riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue il 15 ottobre prossimo.

Continua invece la raccolta firme della Sezione Italiana di Amnesty International, giunta ad oltre 35.000 adesioni. Se non l'avete fatto firmate anche voi l’appello per la scarcerazione dei manifestanti arrestati nei giorni scorsi, pubblicato sul sito italiano di amnesty.

Grazie a tutti.

sabato 29 settembre 2007

Aiuto per la popolazione Birmana - Help the people of Burma (Birmania)

- Post this meme on your blog -
Note: this is a new kind of online protest that uses blogs to spread a petition globally. To participate, just add your blog by following the instructions in this blog post.
This not an issue of partisan politics, this is an issue of basic human rights and democracy. Please help to prevent a human tragedy in Burma by adding your blog and asking others to do the same. By passing this meme on through the blogosphere hopefully we can generate more awareness and avert a serious tragedy. As concerned world-citizens this something we bloggers can do to help.

How to participate
1. Copy this entire post to your blog, including this special number: 1081081081234
2. After a few days, you can search Google for the number 1081081081234 to find all blogs that are participating in this protest and petition.
Note: Google indexes blogs at different rates, so it could take longer for your blog to show up in the results.

The situation in Burma and why it matters to all of us
There is no press freedom in Burma and the government has started turning off the Internet and other means of communication, so it is difficult to get news out. Individuals on the ground have been sending their day-by-day reports to the BBC, and they are heartbreaking. I encourage you to read these accounts to see for yourself what is really going on in Burma. Please include this link in your own blog post.

The situation in Burma is increasingly dangerous. Hundreds of thousands of unarmed peaceful protesters, including monks and nuns, are risking their lives to march for democracy against an unpopular but well-armed military dictatorship that will stop at nothing to continue its repressive rule. While the generals in power and their families are literally dripping in gold and diamonds, the people of Burma are impoverished, deprived of basic human rights, cut off from the rest of the world, and increasingly under threat of violence.

This week the people of Burma have risen up collectively in the largest public demonstrations against the ruling Junta in decades. It’s an amazing show of bravery, decency, and democracy in action. But although these protests are peaceful, the military rulers are starting to crack down with violence. Already there have been at least several reported deaths, and hundreds of critical injuries from soldiers beating unarmed civilians to the point of death.

The actual fatalities and injuries are probably far worse, but the only news we have is coming from individuals who are sneaking reports past the authorities. Unfortunately it looks like a large-scale blood-bath may ensue — and the victims will be mostly women, children, the elderly and unarmed monks and nuns.

Contrary to what the Burmese, Chinese and Russian governments have stated, this is not merely a local internal political issue, it is an issue of global importance and it affects the global community. As concerned citizens, we cannot allow any government anywhere in the world to use its military to attack and kill peacefully demonstrating, unarmed citizens.

In this modern day and age violence against unarmed civilians is unacceptable and if it is allowed to happen, without serious consequences for the perpetrators, it creates a precedent for it to happen again somewhere else. If we want a more peaceful world, it is up to each of us to make a personal stand on these fundamental issues whenever they arise.

Please join me in calling on the Burmese government to negotiate peacefully with its citizens, and on China to intervene to prevent further violence. And please help to raise awareness of the developing situation in Burma so that hopefully we can avert a large-scale human disaster there.

Thank you.

Qui trovate il testo in italiano. Grazie a Mario l. per la traduzione.

martedì 4 settembre 2007

Help 2.0 o il battito dei blog

Spesso ci siamo visti recapitare nella nostra casella di posta, uno di quei messaggi in cui si chiedeva aiuto per una bambina o un bambino malato. Leggevamo la missiva e la inoltravamo senza pensarci, senza fermarci due minuti a riflettere. Se lo avessimo fatto, ci saremmo accorti che il messaggio era in realtà fasullo e l'unico scopo di quella missiva era quello di generare spam e intasare i postoffice aziendali. Ma queste spregevoli iniziative non hanno solo generato qualche difficoltà agli amministratori di rete, hanno contribuito a inasprire il cuore delle persone che si affacciano giornalmente sul mondo virtuale.

Da un pò di tempo, gira per il web un'iniziativa chiamata Help 2.0: un altro anno per Gramos. Controllo. Si. Purtroppo è' tutto vero. L'iniziativa è lanciata da Morgan, una persona della quale ci si può fidare ciecamente.
Gramos esiste ed ha bisogno del nostro aiuto.
Gramos ha dodici anni e un bisogno tremendo di credere in qualcosa di bello. Di credere che il mondo sia un bel posto dove vivere.
Gramos ha la tirosinemia e per curarlo occorre un farmaco costosissimo.
Basta poco per poter cambiare il mondo, basta poco per passare una giornata migliore. Oggi non ho comprato le sigarette. Ho fatto del bene a me e a lui. Fatelo anche voi.

Date un'occhiata QUI al blog di Morgan e aderite.
Grazie