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mercoledì 29 dicembre 2010

Time caspule 2010

Visto che il blog è mio e me lo gestisco io, ecco una lista di cose in ordine più o meno sparso fatte quest'anno, a mia futura e ad imperitura memoria.

Lavorato tanto, ma davvero tanto, troppo as usual.
Sopravvissuto al giro di varicella di entrambi le pesti.
Portata la grande peste al Circo per la prima volta.
Fatta amicizia con il mio secondo figlio: certe cose hanno bisogno di tempo per essere metabolizzate, tipo la roba di essere di nuovo padre.
Fatta revisione caldaia e ottenuta certificazione dall'idraulico che l'ha installata dopo solo due anni di tentativi: se rinasco voglio fare l'idraulico.
Il primo giorno di scuola (elementare) di mio figlio Lorenzo e i primi passi di mio figlio Manuele.
Visti Il curioso caso di Benjamin Button, Avatar, The Road e altri non degni di menzione.
Ristrutturata cantina dopo solo quattro anni che mi ripromettevo di farlo, in compenso è venuta davvero bene.
Ho perso 18 kg e sono dimagrito due taglie, dalla 54 alla 50.
Acquistati gli ultimi lampadari e dipinta la parete della camera da letto di un bel rosso lampone dopo solo due anni dalla fine dei lavori: non sono pigro è solo la volontà a mancarmi.
Ritrovato ciò che avrei voluto (dovuto) trovare molti anni fa nel posto più bello che potessi pensare. Meglio tardi che mai.

Bye Bye 2010 and thank you for all.


[Gli umani sono sempre pronti a rimanere impigliati
nelle inutili regole che loro stessi si impongono.]
- Alucard

martedì 23 febbraio 2010

Ostie and chips

Da qualche tempo non ho più la fede.
Intendo quella al dito.
Quella al cervello l'ho tolta verso i 12 anni, nel momento in cui mi resi conto che l'unico motivo per il quale prendevo la comunione era il sapore dell'ostia.
Adoravo quel dolce sapore di grano sciogliersi in bocca.
Avevamo un amico prete all'epoca che aveva una piccola chiesa ricavata all'interno di un garage.
Faceva al massimo 40 coperti o dieci posti auto.
Un giorno scoprii che nell'armadietto della sagrestia aveva una tale scorta di ostie da poterci comunicare due interi concerti degli Europe o in alternativa le prossime quattro generazioni di vecchiette.
D'altronde erano gli anni '80 e gli Europe andavano fortissimo. Le vecchiette un po' meno.
Sgranocchiavo quelle ostie come fossero patatine nell'attesa che iniziasse la messa cosicché al momento della comunione, quando mia nonna mi esortava a prendere l'eucarestia, rispondevo semplicemente "no grazie. Magari se ci fosse una coca...".
Mia nonna pensava fossi un senza Dio. Ero solo sazio e assetato.
Alla fine il nostro amico prete dovette iniziare a comunicare le vecchiette con le chipster.
Smisi.
Mia nonna aveva il colesterolo alto ed era molto religiosa.
Quando le ostie tornarono sull'altare, le vecchiette insorsero in massa lamentandosi del pessimo servizio offerto: aspettavano con ansia anche due olivette e uno spritz.
Ma sto divagando e il divagar m'è dolce in questo mare. Soprattutto a giugno e settembre.
Da qualche tempo non porto più la fede al dito, dicevo, e il numero dei sorrisi femminili nei miei riguardi si è più che triplicato.
Non che la cosa mi dia fastidio anzi, una donna che sorride è uno degli spettacoli più belli che si possa vedere in natura. L'unico problema è che ormai il mio ego è talmente smisurato che ha cominciato a chiedermi gli alimenti e un appartamento in centro.
E dire che ho smesso di metterla solo perché mi dava fastidio e sfilandola in continuazione avevo paura di perderla.
D'altronde se due persone decidono di stare assieme, come me e la mia compagna di vita, non è uno stupido cerchietto di metallo a farli stare assieme.
E' il mutuo.

martedì 10 novembre 2009

La bestemmia, il gatto e i veneti.

Ci sono giorni nei quali sento crescere dalle viscere una irresistibile voglia di bestemmiare e per bestemmiare non intendo l'utilizzo di locuzioni avverbiali quali "perdindirindina" o "poffarbacco", intendo proprio quella serie di volgari improperi rivolti verso quell'entità mistica e sovrannaturale comunemente chiamata Dio o Signore.
La cosa di per se sembra piuttosto facile ma purtroppo per una mente razionale e totalmente annullata dall'alcool e da qualche altra decina di vizi, non lo è.
Analizzando infatti l'etimologia della parola ateo possiamo notare che essa proviene dal greco atheos, ovvero l'unione della lettera α- "senza" e da θεός (theos) "dio", quindi letteralmente un ateo è una persona che ha deciso di non ammettere una entità superiore nella propria vita.
Di fatto razionalmente è la stessa rinuncia ad una qualcosa ad ammetterne implicitamente l'esistenza, perché di contro rinunciare a qualcosa di inestistente risulterebbe un gioco lessicale o una metafora priva di ogni significato; un pò come rinunciare ad un grifone o ad un ippogrifo.
In altri termini un ateo è come quelle persone che decidono di vivere senza macchina: se loro hanno deciso di andare in giro a piedi è proprio perché ammettono l'esistenza delle automobili e per certi versi, le automobili esistono proprio grazie alla loro rinuncia.
Quindi nel mio caso se bestemmiassi in qualità di ateo creerei un paradosso tale per il quale non solo diverrei io stesso il creatore di dio, ma ne dovrei accettare subito dopo l'esistenza per poterne successivamente rinunciare in modo da poterlo così offendere impunemente.
Ora non è tanto il fatto di offendere pesantemente qualcuno di superiore che mi spaventa, quanto il fatto di poter divenire senza volerlo il creatore di Dio, il che per un ateo è una grossa responsabilità e sicuramente per un semplice sfogo non ne vale la pena.
Quindi ora, alla luce di quanto espresso in precedenza, non solo non posso ancora bestemmiare ma non posso neanche più definirmi un ateo, bella sfiga!
Ma ecco che il cappellaio matto che risiede nel mio cervello mi passa di sottobanco una buona carta da giocare: mi definirò agnostico!
Già agnostico... Non ci avevo pensato!
Il termine agnostico deriva dal greco a-gnothein che letteralmente significa "non sapere", indicando cioè quell'atteggiamento concettuale con cui si sospende il giudizio rispetto a un problema poiché non se ne ha (o non se ne può avere) sufficiente conoscenza o sufficienti prove sulle quali basarsi, il che di per se può anche andarmi bene.
Ovverosia: io sono convinto che non esista alcuna entità superiore, però razionalmente la mano sul fuoco non posso metterla perché sulla base dei concetti quantistici per i quali qualcosa esiste se esiste un osservatore esterno che possa certificarlo, per quanto ne sappiamo potremmo anche essere tutti gatti Schrödinger dentro una scatola chiamata universo.
Quindi in definitiva, non avendo sufficienti basi sulle quali affermare l'esistenza di una entità chiamata Dio, non posso bestemmiare neanche in qualità di agnostico.
Vaffanculo, a volte vorrei essere nato in Veneto e ingnorante.